Il colesterolo in prevenzione secondaria

Assodato che la riduzione del rischio cardiovascolare è direttamente proporzionale alla riduzione del colesterolo-LDL, la Società Europea di cardiologia ha presentato al Congresso 2019 le nuove linee guida che ne consigliano una riduzione più importante nei pazienti a maggior rischio. Si raccomanda, oltre al controllo periodico dell’aderenza alla terapia, in caso di necessità, l’associazione Statine – Ezetimibe ed eventualmente, in soggetti a rischio molto elevato, l’inibizione del PCSK9, oggi disponibile. I nuovi obiettivi raccomandati per il colesterolo-LDL sono:
– in caso di altissimo rischio, ridurre il colesterolo-LDL almeno del 50% rispetto al basale avendo l’obiettivo di arrivare a valori inferiori a 55 mg/dL;
– in pazienti ad alto rischio che presentano un secondo evento vascolare entro 2 anni pur essendo in terapia massimale con statine, considerare di conseguire valori più bassi di 40 mg/dL;
– in pazienti ad alto rischio, ridurre il colesterolo-LDL almeno del 50% rispetto al basale con obiettivo di arrivare sotto i 70 mg/dL;
– in soggetti a rischio moderato considerare di raggiungere valori inferiori a 100 mg/dL;
– nei soggetti a basso rischio l’obiettivo da perseguire è un livello di colesterolo-LDL minore di 116 mg/dL.
La presenza contemporanea di molti fattori di rischio, anche in assenza di precedenti eventi cardiovascolari, giustifica una terapia più intensa, specie dopo i 75 anni di età. Si sottolinea inoltre la sicurezza delle statine, in quanto gli effetti collaterali a livello muscolare sono rari e superabili con dosaggi più bassi o con l’uso di molecole diverse.